Sono solo, come altri che avendo paura di essere i soli a voler cambiare restano fermi e sottomessi. Vivono vite non loro, sognano sogni non loro, sogni di denaro e corruzione, di cambiali, di prestiti e rate, di mutui, da vendere, da apprezzare, di appezzamenti da spartire, su cui speculare.
Ale intanto si è svegliato, gli altri non mi interessano, volevo parlare con lui, ma è stanco, lo vedo, tutto il sonno del mondo non basterebbe a fargli recuperare il suo sonno, perché non è quello che gli servirebbe. Dalla sua stanchezza ci si riprende in altro modo.
Se glielo dicessi si incazzerebbe, dicendomi: “che cazzo vuoi, non mi rompere, lavoro come un mulo, è logico che sono stanco.” ma poi starebbe zitto per trenta secondi, mi guarderebbe di nuovo e dal suo sguardo capirei che mi dà ragione.
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