parmenide
mi dissi: guarda quanta gente che si muove senza motivo
mi rispose: lo sguardo esclude tutt'al più una siepe
ripensai alle pagliuzze e alle travi ma non trovai il
bandolo della matassa
forse era troppo distante da me per giungere
consegnai il mio strumento che proferì l'ultimo suono
come per dirmi addio
ero inquieto e sprofondai in musiche alte e poco riconoscibili
come per dirti addio
abbassai il tono e chiusi gli occhi
la gente restava di fronte a me
volevo la solitudine
non mi venne in mente parmenide per sfiga
altrimenti avrei pensato il contrario