Ciò che chiami amore
Scomposto, vivo nel tuo mondo
camminando relegato in un angolo
mentre tu, esangue, occupi il resto
mi chiedo i tuoi pensieri
che osservano luoghi lontani
subito un urlo scuote tutt'intorno
e vagheggio nel limbo delle sensazioni
non capendo ciò che vuole dirmi
il tuo ego estinto
scivolo nel vortice acqueo
dei tuoi pensieri e inabisso il mio
fluire in ciò che chiami amore
lascio i tuoi occhi eterni
che osservano la lontananza
mentre il caldo segreto scorre
inebrio la mia essenza di eccitanti suoni
che provengono, forse in sogno, dal tuo corpo.
Avevamo bevuto quella sera
e in piccole dosi abbiamo creato un vuoto
sapendo che doveva finire
sono tornato scomposto
e il fluire in poco è scomparso.
Cammino di nuovo nel mio angolo
solo, come ho deciso di uscirne
da ciò che tu chiami amore
intimo per un istante , è rimasto
reietto ciò che chiamai amore.
Ora hai il viso pallido ed etereo
come ciò di cui vai fiera guardandomi
sopporto l'atto in sè
ma si ferma prima l'anima
che non può peccare
gli errori fatti con il corpo e per il corpo
hanno meno peso se non ci metti l'anima?
ci siamo amati, quello che è finito
è un delitto per l'essenza che eravamo
non ricordo più ciò che ero,
ero ciò che tu chiami amore?