Vincent blog
Friday, June 23, 2006
  referendum
c'è chi dice SI
c'è chi dice NO
e c'è chi non ha RISPETTO PER NESSUNO
 
Wednesday, June 14, 2006
 

la mia famiglia possiede una villetta sui colli tra Vicenza e Verona. In un piccolo paese, che è quello da cui i miei nonni materni emigrarono poi in città per aprire un bar e infine il negozio di abbigliamento che, con molta passione, mia mamma manda avanti, non senza difficoltà, in questa economia post-liberale.

Questa villetta è situata proprio nel centro del paese e, passeggiando, si possono raggiungere molti sentieri che passano all’interno di posti straordinari, per profumi, sensazioni uditive, insetti, . Almeno io, cresciuto in questa piccola periferia urbana, davanti ad una strada che rigurgita auto su auto in continuazione, andare in quel posto mi serviva da scollante con la realtà che mi circondava. ricordo che le passeggiate erano solitarie il più delle volte, anche se non mi sembrava mai di essere solo.

il ritmo molte volte mi esauriva, anche se non mi accorgevo di ciò, inconsciamente scappavo. Certi giorni mi alzavo e senza dirmi nulla prendevo prima il motorino e ora macchina o moto, e raggiungevo la calma.

C’erano due signori che, dopo una vita di lavoro, avevano deciso di trasferirsi in quel paesello sperduto. Si chiamavano Aldo e Maria, e fortuna volle che quando io compii 17 anni si trasferirono nella casa vicino alla mia. era la festa del mio compleanno e io ero, con gli amici, a festeggiare nel giardino antistante la casa. li vedevamo intenti a spostare, raccattare, pulire, portare dentro e fuori roba e decidemmo, quando le cose erano pesanti, di dare una mano.. anche se la quantità di alcool in corpo nostro era considerevole e loro avvertivano i nostri aliti vinosi, ma sorridevano al nostro aiuto e si compiacevano della nostra ubriachezza gioviale e giovanile.

Così li conobbi e ogni volta che andavo a fare una capatina alla casa sui colli li andavo a trovare, chiacchierando un po’ con loro. Aldo era un vecchio professore di filosofia e Maria una professoressa di matematica. non facevo fatica a credere che fossero stati, come tutti i prof di quell’età, intransigenti con i loro alunni. Mi piaceva pensarli intenti a spiegare e infatti anche le conversazioni che intrattenevo con loro erano in qualche modo delle lezioni. molte passeggiate facevo con loro. con Aldo, con Maria, o con tutti e due insieme e mi dava soddisfazione pensare di aver conosciuto due persone di cultura con la mente sveglia e ancora attiva per recepire i miei dubbi e saper rispondere con vari punti di vista mettendo sempre in risalto il loro. Ma non facendolo pesare.

 
Monday, June 05, 2006
 
chissà cosa credevo...non me lo ricordo.
 

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