dialogo tra un lavoratore e uno scolaro
-"come va?"
"bene"
-"non sei preoccupato?"
"non molto, sono relativamente tranquillo"
-"come fai a stare tranquillo?"
"ne ho viste troppo, forse"
-"hai ragione, ma io ne ho viste tante come te e sono agitato"
"allora non so, siamo diversi, io mi abituo facilmente, per te è una cosa sempre nuova"
-"si, credo sia così. ma tu come ti prepari al momento fatale?"
"cerco si restare calmo e fumo"
-"credi sia il fumare a farti rimanere calmo?"
"non ci ho mai fatto caso , può esser solo una coincidenza...io fumo sempre"
-"pensi sia utile il tuo lavoro?"
"altrimenti non lo farei"
-"giusto. ti piace?"
"altrimenti non lo farei, per me non è un lavoro, non mi obbliga ad orari fissi"
-"il lavoro è un qualcosa che obbliga?"
"indubbiamente, ma molte altre cose obbligano e non ce ne accorgiamo."
-"per esempio?"
"sei obbligato a farmi domande dalla tua sete di sapere"
-"ma se l'impositore sono io è ugualmente un' imposizione?"
"certo. noi stessi siamo i primi impositori alla nostra libertà"
-"in che senso?"
...